L'iperplasia prostatica benigna (IPB) è l'aumento di volume della prostata dovuto alla moltiplicazione delle sue cellule. È una condizione benigna: non è un tumore e non si trasforma in tumore.
La prostata è una ghiandola grande come una castagna, posta sotto la vescica, che circonda il primo tratto dell'uretra. Crescendo, la parte centrale della ghiandola comprime il canale da cui esce l'urina e rende la minzione più faticosa. Nel tempo anche la vescica si adatta allo sforzo e può diventare più "irritabile".
L'IPB è estremamente frequente: interessa una parte importante degli uomini dopo i 50 anni e la maggioranza di quelli oltre i 70, anche se non tutti hanno disturbi tali da richiedere una terapia.
È il fattore principale: la crescita della prostata è un processo lento e progressivo che accompagna l'invecchiamento maschile.
Il diidrotestosterone, un derivato del testosterone, stimola la crescita delle cellule prostatiche. Anche l'equilibrio con gli estrogeni cambia con l'età.
Obesità, diabete, ipertensione e sedentarietà sono associati a un rischio maggiore di sintomi urinari e di progressione dell'IPB.
Avere un padre o un fratello che si è operato di prostata per IPB aumenta la probabilità di sviluppare disturbi simili.
Un'infiammazione persistente del tessuto prostatico sembra favorire la crescita della ghiandola e il peggioramento dei sintomi.
I sintomi, chiamati "sintomi del basso tratto urinario" (LUTS), compaiono gradualmente e non dipendono solo dal volume della prostata:
L'impossibilità completa di urinare con vescica piena e dolorosa (ritenzione urinaria acuta) è un'urgenza: chiama il 112 / 118 o recati al Pronto Soccorso.
La valutazione è semplice e ambulatoriale. Serve a confermare l'IPB, a misurarne l'impatto e a escludere altre cause dei disturbi, tra cui il tumore della prostata.
Raccolta dei sintomi, spesso con un questionario a punteggio (IPSS), ed esplorazione rettale, che consente di valutare dimensioni e consistenza della prostata.
Esame delle urine per escludere infezioni o sangue, PSA per orientare la diagnosi rispetto al tumore, creatinina per controllare la funzione dei reni.
L'ecografia dell'apparato urinario misura il volume della prostata e il residuo di urina in vescica dopo la minzione, e valuta reni e vescica.
Si urina in un apposito apparecchio che registra la forza e la durata del getto: un flusso ridotto conferma l'ostacolo allo svuotamento.
Annotare per alcuni giorni orari e quantità delle minzioni e dei liquidi bevuti aiuta a distinguere i disturbi della prostata da altre cause, come l'eccesso di liquidi serali.
In casi selezionati, ad esempio prima di un intervento, l'urologo può richiedere esame urodinamico o cistoscopia.
La scelta dipende dall'intensità dei sintomi, dal volume della prostata, da eventuali complicanze e dalle preferenze del paziente.
Con sintomi lievi e senza complicanze bastano controlli periodici e alcune modifiche dello stile di vita, come ridurre i liquidi la sera e limitare alcol e caffeina.
Alfa-litici, che rilassano la muscolatura di prostata e collo vescicale, e inibitori della 5-alfa-reduttasi, che riducono il volume della ghiandola. Spesso si associano. Vanno prescritti e monitorati dal medico.
La resezione transuretrale (TURP) e le tecniche laser (enucleazione o vaporizzazione) asportano il tessuto che ostruisce passando dall'uretra, senza tagli esterni.
Per pazienti selezionati esistono procedure meno invasive, che possono preservare meglio l'eiaculazione, da discutere con l'urologo in base al caso.
Riservata alle prostate di volume molto elevato, quando le tecniche endoscopiche non sono indicate.
No. L'IPB e il tumore della prostata sono malattie diverse, anche se possono essere presenti nello stesso paziente. Per questo, durante la valutazione dei disturbi urinari, l'urologo controlla anche il PSA e la prostata con l'esplorazione rettale.
Molti interventi endoscopici possono causare l'eiaculazione retrograda, cioè l'emissione del liquido seminale in vescica invece che all'esterno. Di solito non riduce il piacere ma impedisce il concepimento naturale. È un aspetto da discutere con l'urologo prima di scegliere la tecnica.
Il medico di medicina generale prescrive con impegnativa la visita urologica ed eventualmente ecografia e PSA, prenotabili al CUP regionale con il pagamento del ticket dove previsto. Gli interventi chirurgici si eseguono negli ospedali pubblici e nelle strutture accreditate con il SSN.
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